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Monografie...
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L'imminente introduzione apre prospettive interessanti a politiche sanitarie a tutela della salute della donna, a cominciare dall' età adolescenziale, anche nei Paesi in via di sviluppo. I dati allarmanti e la speranza che la campagna vaccinale, che inizierà nei prossimi mesi, abbia successo.
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Ginecologia: Il vaccino anticancro
Collo dell'utero: il vaccino anticancro
In Italia ogni anno 350mila nuovi casi.
Secondo l'OMS, due sono stati gli strumenti attraverso cui l'umanità ha realizzato significativi progressi in campo sanitario: l'acqua pulita ed i vaccini. L'imminente introduzione del nuovo vaccino contro il papillomavirus umano (HPV), responsabile del cancro del collo dell'utero, sembra confermare il ruolo fondamentale dei vaccini nella soluzione dei maggiori problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Nello stesso tempo l'introduzione di questo vaccino apre prospettive interessanti a politiche sanitarie volte a tutelare la salute della donna a cominciare dall'età adolescenziale sia nei Paesi ad alto reddito che nei Paesi in via di sviluppo . Il cancro del collo dell'utero è a livello mondiale al secondo posto per incidenza con 500mila nuovi casi all'anno e 250mila morti per anno. Quasi l'80% dei casi si verifica in Paesi in via di sviluppo, dove questo tipo di cancro è quello più comune nelle donne. Si stima che in Italia vi siano ogni anno 3500 nuovi casi e 1700 decessi per questa patologia. Quasi la totalità dei casi di cancro del collo dell'utero è dovuta all'HPV, che è l'infezione virale più comune dell'apparato riproduttivo. Ci sono circa 40 differenti genotipi di HPV che possono infettare l'area genitale di uomini e donne. Due genotipi, il 16 ed il 18, sono responsabili di circa il 70% di tutti i casi di cancro del collo dell'utero e di gran parte dei casi di cancro della vulva, della vagina, del pene e del retto. Due altri genotipi, l'HPV 6 e 11, causano una buona percentuale di displasie cervicali di lieve entità valutabili nei programmi di screening e più del 90% di tutti i casi di condilomi acuminati, la nota malattia sessualmente trasmessa. A livello mondiale, il picco di incidenza di infezione da HPV si verifica tra i 16 ed i 20 anni. L'infezione da HPV di solito si risolve spontaneamente, ma può persistere e provocare nel tempo lesioni cervicali precancerose che possono progredire e portare dopo 15-20 anni al cancro del collo uterino. Durante il periodo di infezione persistente, le lesioni citologiche e tessutali precancerose possono essere valutabili attraverso i controlli periodici (Pap-test) cui le donne devono sottoporsi periodicamente.
Il vaccino quadrivalente "Gardasil", in commercio nelle prossime settimane,conferisce una protezione pressoché totale nei confronti dei genotipi 16 e 18 e dei genotipi 6 ed 11. Il vaccino contiene le principali proteine capsulari L1 che si autoassemblano in particelle simil-virali rassomiglianti l'HPV. Queste particelle non contengono materiale genetico virale e sono pertanto incapaci di moltiplicarsi e di essere infettanti.
La schedula vaccinale prevede tre dosi di vaccino da completarsi entro 6 mesi. In una conferenza stampa del 24 gennaio scorso, il Ministro Turco ha opportunamente annunciato che il Ministero della Salute offrirà gratuitamente il vaccino ad una coorte di età, le dodicenni, con la prospettiva di creare nel tempo una popolazione di donne immunizzate nei confronti degli HPV d'alto rischio.
La campagna vaccinaIe contro il tumore del collo dell'utero dovrebbe partire nei prossimi mesi ed interesserà 280mila ragazze. La spesa a carico del Servizio sanitario nazionale è stata calcolata essere di 75 milioni, ma è presumibile che sia minore considerando che l'accettazione all'offerta di vaccinazione non sarà del 100%.
In considerazione dell'importanza di questa misura di prevenzione per la salute della donna, si potrebbe dire che la sola coorte delle dodicenni sembra poco. Uno dei fattori limitanti l'offerta gratuita del vaccino ad una popolazione di
La campagna vaccinale interesserà 280mila ragazze
donne più ampia da parte del Ministero della Salute è il suo elevato costo, ma va detto che anche un investimento economico maggiore sarebbe comunque giustificato considerando i vantaggi in termine di sanità pubblica per l'elevato tasso di morbilità e mortalità della malattia, le sofferenze umane e gli elevati costi per le terapie mediche e chirurgiche connesse alla cura del cancro del collo dell'utero.
Le ragazze di età superiore ai 12 anni e le donne adulte che vogliano vaccinarsi potranno comunque farlo a loro spese acquistando il vaccino in farmacia con la prescrizione del medico ed anche in questo caso si tratterà di un investimento economico appropriato per la salute individuale della donna che sceglie di vaccinarsi. Il medico di medicina generale ha un ruolo fondamentale nel determinare il successo della campagna vaccinale contro l'HPV spiegando alle ragazze ed alle madri l'utilità della vaccinazione. Egli dovrà farsi promotore attivo della vaccinazione specie nelle donne dai 12 ai 25 anni, che non hanno mai avuto o hanno minori probabilità di esser venute in contatto con l'HPV. Le Regioni dal canto loro dovranno fare a gara per facilitare la vaccinazione delle donne facendosi carico del costo totale o parziale del vaccino specie nelle ragazze della scuola media inferiore e superiore. Non sarebbe male i medici sensibilizzassero le associazioni femminili ed altre organizzazioni per spingere in questo senso sugli amministratori regionali. Per prevenire il cancro del collo dell'utero, le donne adulte dovranno continuare a sottoporsi regolarmente al Pap-test ed anche all'HPV-test che riesce ad individuare con elevata sensibilità e specificità la presenza del papillomavirus. Il Pap test ha consentito di salvare migliaia di vite umane, ma viene eseguito con regolarità solo dal 46,6 delle donne del Nord, dal 35,6 di quelle del centro e dal 27,4 di quelle del Sud Italia. L'introduzione del vaccino non dovrà far abbassare la guardia con gli screening anche nelle donne che verranno vaccinate, considerando che esiste un 25-30% di infezioni trasmesse da genotipi di HPV diversi dal 16 e 18 presenti nel vaccino che sarà immesso sul mercato.
Fonte: Bollettino dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri
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